papa Francesco ad Assisi

Papa Francesco visita san Francesco
4 ottobre 2013
 
Raccolta di materiali e link

Qui la pagina ufficiale del sito vatican.va...
 
arrivo del papa ad Assisi ed incontro all'Istituto Serafico e alla Sala della Spoliazione
 
incontro alla Sala della Spoliazione
 
Arrivo del papa in Basilica Superiore
(si vedono molti nostri confratelli salutare il pontefice),
preghiera in cripta, santa messa
link alternativo da sito RAI:
http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-10-04&ch=1&v=274101&vd=2013-10-04&vc=1
 

(incontro a Santa Chiara)
 

alla Porziuncola
 

a Rivotorto

 
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Il brodino della vigilia con i frati dove Francesco vedrà Francesco
Dalla Rassegna stampa di Venerdì 04 Ottobre 2013, rubrica "Chiesa in Italia" - Fonte "Corriere della Sera" di Venerdì 04 Ottobre 2013, pagina 29
Tra i regali pronti per il Papa anche una copia della Regola
 
DAL NOSTRO INVIATO ASSISI — È notte. Alla luce della lampada perenne, i frati sono raccolti in preghiera attorno alla tomba del santo, spirato in queste ore, 787 anni fa. Tra poco il primo Papa che porta il suo nome scenderà in questa cripta, a incontrare l'uomo sepolto nell'arca di pietra sotto la scritta: S.FRANCESCO 1182-1226. Fuori dalle mura del sacro convento sono rimasti 1200 giornalisti, centomila pellegrini, telecamere da tutto il mondo per riprendere un incontro storico: quello tra la memoria di san Francesco, l'uomo che sognava una Chiesa povera, e il Papa che otto secoli dopo vuole realizzare quel sogno.
 
Nel refettorio, preso il brodo del digiuno della vigilia, i novizi stanno preparando la tavola per il pranzo di oggi: 410 coperti, gli otto cardinali del consiglio del Papa guidati da Maradiaga e i poveri della diocesi. Nella piazza si sta montando il palco di legno per la messa, con la riproduzione del crocefisso di San Damiano, quello che disse a san Francesco: «Va' e ripara la mia chiesa». Il padre custode, Mauro Gambetti da Imola, ha ripassato gli affreschi perché il Papa vorrà di sicuro vederli: ecco il vero volto di san Francesco dipinto da Cimabue, questo è Giotto, là c'è Simone Martini, qui Pietro Lorenzetti. Si prega per il successo della visita, per i morti di Lampedusa, per la pace in Siria, per «il futuro della nostra patria italiana». Alla fine, il custode comunica ai confratelli la buona notizia: «Il Santo Padre ha espresso il desiderio di salutarvi tutti, uno a uno». I frati accolgono l'annuncio con compostezza. Poi, mentre salgono nelle celle per dire la compieta personale, si lasciano andare alla gioia. Ogni tanto se ne sente qualcuno cantare da solo: «Allelujaaa!». Un altro piange in silenzio.
 
Custodire la tomba di san Francesco — e accogliere ogni anno sei milioni di pellegrini — per un frate è come per un calciatore giocare nel Barcellona. La lista d'attesa è lunghissima e i posti pochi. A leggere i nomi fuori dalle celle, si capisce come Assisi sia l'Internazionale del francescanesimo: frate Evilasio è brasiliano, frate Ciprian romeno, frate Stanislaw polacco, frate Pietro Zhao cinese, frate Theodor danese, frate Shaaji Kaniyamparambil indiano, frate Daniel Palattykoonathan indonesiano, frate Andrea Kim coreano, frate Joseph Mutamena dello Zambia, e poi il messicano, l'uruguagio, il tedesco, lo spagnolo, il maltese, il russo... in tutto sono cinquanta frati e venti nazioni. Per qualche tempo ha vissuto qui anche un ex narcotrafficante colombiano che aveva preso i voti. Manca solo l'argentino. Ne hanno trovato uno in tutta fretta, che però sta in un altro convento, a Rivotorto. Si chiama Guglielmo Spirito ed è amico di Bergoglio («ma se l'ha visto due volte in vita sua!» sorride un altro sudamericano; perché i conventi sono luoghi santi, in particolare questo, ma pur sempre abitati da uomini).
 
La vigilanza vaticana sta facendo le rilevazioni sul percorso del Papa. Programma massacrante: dalle 7 del mattino alle 7 di sera, tredici appuntamenti, compreso quello con i «rivali» di Santa Maria degli Angeli, dove c'è la Porziuncola. Qui in basilica Bergoglio arriverà alle 10 e 20, accolto dal premier Letta, dal cardinale legato Nicora e dai capi dell'ordine francescano. Poi scenderà nella cripta, a inginocchiarsi sulla tomba. Che non è sempre stata qui. Nel '400 gli assisani sottrassero il corpo del santo ai perugini che assediavano la città, e lo nascosero talmente bene che non lo trovarono più. Nel 1818 Pio VII diede ordine di rimediare. Si scavò invano con i picconi per quasi due mesi. La cinquantaduesima notte un operaio trovò l'urna con il patrono d'Italia. Stamattina il Papa vedrà nella cripta migliaia di foglietti e di fotografie di persone care, lasciate dai pellegrini. Pregherà anche sui sepolcri dei compagni di Francesco — Leone, Rufino, Angelo, Masseo — e di donna Iacopa dei Settesoli, la nobile romana che venne sul letto di morte a portargli i mostaccioli, i dolcetti di cui il santo era ghiotto. Vladimiro Penev, confratello bulgaro che ha il dono della pittura, sta ritoccando l'opera cui lavora da quattro mesi: è la riproduzione del «crocefisso blu», opera mistica che simboleggia il mistero, dono per Bergoglio. Il portavoce del convento, padre Enzo Fortunato, gli darà il libro con le lettere, la mail, i tweet arrivati ad Assisi dal giorno dell'elezione. Il bibliotecario, frate Franco Bottero, ha preparato una copia della Regola, qui custodita insieme con il manoscritto del Cantico delle Creature.
 
Stamane la sveglia in convento suonerà alle sei, per le Lodi. Sarà una giornata storica: per i francescani sparsi in tutta la cristianità, dalla Terrasanta dove custodiscono il Santo Sepolcro alle terre di missione dove pagano ogni anno il tributo del martirio; e anche per l'identità italiana. Francescani furono sant'Antonio, Giuseppe da Copertino il santo delle levitazioni, padre Pio. Sono francescani i frati di Loreto e di santa Croce a Firenze, con le tombe dei grandi. Fu Roncalli a inaugurare la stagione dei grandi pellegrinaggi sulla tomba di Francesco: qui venne a chiedere ispirazione per il Concilio. Wojtyla inventò le giornate di preghiera con i capi delle altre religioni che lasciarono perplesso Ratzinger, il quale però ama Assisi, i frati hanno ancora nelle celle le foto delle sue due visite. «Come il nostro fondatore scosse la chiesa otto secoli fa, adesso erano maturi i tempi per un altro Francesco» dice il padre custode. «I poveri, la pace, il creato: è la triade che accomuna i due Francesco» aggiunge il ministro generale, Marco Tasca. Prima di Bergoglio sono passati di qui il Dalai Lama che pianse sulla tunica del santo, l'imam di Al Azhar che suonò il corno donatogli dal sultano d'Egitto, il ministro della guerra in Vietnam, McNamara, che si sposò ottuagenario nella cappella delle reliquie. Assisi, prima o poi, attende tutti. Come ammonisce l'iscrizione sul portale: «Il tempo che passa è Dio che viene».
Aldo Cazzullo
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Sulle orme del poverello l'incontro e la preghiera
Dalla Rassegna stampa di Venerdì 04 Ottobre 2013, rubrica "Chiesa in Italia" - Fonte "La Repubblica" di Venerdì 04 Ottobre 2013, pagina 25
Il custode

QUESTA visita è una visita pastorale, per cui in primo piano c'è l'attenzione alla Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e alle Chiese dell'Umbria, che quest'anno sono pellegrine ad Assisi in occasione della Festa del Patrono d'Italia. Non manca la premura per le istituzioni civili, locali e regionali, che offriranno l'olio per la lampada che arde sulla Tomba di san Francesco. Eppure, l'itinerario che il Papa ha tracciato in un'unica intensa giornata sembra un cammino sulle orme del santo di Assisi.

Il Papa vorrà vedere, toccare, sentire il profumo dei paesaggi e delle pietre che hanno "generato" e "ospitato" Francesco; vorrà incrociare gli sguardi e ascoltare gli accenti della gente umbra... Credo che Francesco, quando il Papa lo permetterà, gli correrà incontro per baciargli le mani, perché tengono il timone della barca di Pietro. Certamente gli domanderà una parola che illumini e orienti il percorso del "suo" Ordine...Ma poi il nostro Serafico Padre si metterà in disparte. Preghiamo con lui. Padre onnipotente e buono, ti ringraziamo per Papa Francesco: guida i suoi passi con il Tuo Santo Spirito e a noi dona la docilità del cuore per lasciarci condurre da lui sulle orme di Gesù.
Padre Mauro Gambetti
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Quel cantore innamorato che irradiava felicità
Dalla Rassegna stampa di Venerdì 04 Ottobre 2013, rubrica "Chiesa in Italia" - Fonte "La Repubblica" di Venerdì 04 Ottobre 2013, pagina 25
Il cardinale

NEL 1223 fu San Francesco a recarsi da Papa Onorio III per ottenere l'approvazione della Regola dei Frati minori. Ora sarà un Papa di nome Francesco a giungere davanti al santo. Là incontrerà non soltanto "colui che ha fatto tutto da innamorato", come lo scrittore inglese Chesterton ha definito il Santo, ma anche due suoi grandi cantori. Da un lato, il Papa, entrando nella Basilica, avrà gli occhi colmi della bellezza dell'arte di Giotto, in una sorta di biografia visiva dell'esistenza di Francesco. D'altro lato, sarebbe suggestivo far riecheggiare sotto quelle volte la voce di Dante con la sua biografia poetica del santo messa in bocca al domenicano Tommaso d'Aquino nel canto XI del Paradiso. In Assisi Papa Francesco intuirà nel viso di quel santo che "da Cristo prese l'ultimo sigillo" delle stimmate, come scrive Dante, molti lineamenti che gli sono cari e che in questi primi mesi ha voluto far brillare... Il primo è la celebrazione della povertà... Ebbene, proprio perché la povertà francescana è, sì, distacco dalle cose, ma non umiliazione della persona nella miseria, l'altro profilo di Francesco caro al Papa è la sua gioia, la serenità, la semplicità, il desiderio di cantare, come avviene nel "Cantico delle creature".
Gianfranco Ravasi
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