conclusione celebrazioni dell'anno che ha marcato il 750° anniversario del ritrovamento della Lingua incorrotta del Santo

medagliaIL SANTO CHE UNISCE DUE CITTÀ
 
Basilica di Sant'Antonio: si concludono domenica 6 aprile le celebrazioni dell'anno che ha marcato il 750° anniversario del ritrovamento della Lingua incorrotta del Santo.
 
Con la santa Messa delle ore 11 presieduta da Mons. Manuel José Macario do Nascimento Clemente, Patriarca di Lisbona, città natale di Sant'Antonio, si chiude domenica 6 aprile 2014 il centenario aperto a febbraio dello scorso anno.
 
Il Patriarca della città lusitana si tratterrà fino a lunedì pomeriggio con i frati per visitare i santuari antoniani di Padova e Camposampiero e le Opere di Carità sorte nel nome del Santo nativo del Portogallo. La solenne celebrazione sarà animata dal canto della Cappella Musicale Antoniana, che intonerà il Te Deum di ringraziamento e altri inni tipici della devozione antoniana.
 
L'evento che si conclude domenica ha commemorato i sette secoli e mezzo da quando, l'8 aprile 1263, tra lo stupore dei padovani, il Ministro Generale dei frati francescani, Bonaventura da Bagnoregio, aveva ritrovato intatta la lingua di Antonio, morto da più di trent'anni. Durante quella prima ricognizione delle reliquie del Santo si scoprì l'inaudito segno: il corpo del defunto era già ridotto in polvere, mentre la lingua, strumento della predicazione di Antonio, era ancora rossa e vermiglia, non toccata dal tempo. Un mistero per la scienza che la fede chiama miracolo. Anche le indagini mediche e antropologiche del 1981 avevano confermato l'eccezionalità del caso, oggi ancor più eclatante poiché, nonostante il passare del tempo, la lingua è tuttora visibile nel reliquiario al centro della cappella «del Tesoro» della Basilica. Davanti a essa sono passati nei secoli milioni e milioni di pellegrini; ancor oggi sono parecchie centinaia di migliaia ogni anno: oltre 700 mila solo quest'anno i pellegrini transitati di fronte all'insigne reliquia, esposta entro lo splendido scrigno di oreficeria fiorentina del XV secolo.
 lingua port
Il centenario antoniano è coinciso con un'epocale transizione nella vita della Chiesa: la rinuncia di Papa Benedetto XVI e l'elezione con i primi mesi di pontificato di Papa Francesco. La medaglia coniata a ricordo dalla Pontificia Basilica del Santo riporta il volto del Papa oggi emerito, che ben descrisse il Dottore Evangelico durante l'udienza del mercoledì 10 febbraio 2010: «Uno dei santi più popolari in tutta la Chiesa Cattolica, venerato non solo a Padova, dove è stata innalzata una splendida Basilica che raccoglie le sue spoglie mortali, ma in tutto il mondo... Antonio ha contribuito in modo significativo allo sviluppo della spiritualità francescana, con le sue spiccate doti di intelligenza, di equilibrio, di zelo apostolico e, principalmente, di fervore mistico».
 
«Siamo certi che anche Papa Francesco sente il fascino universale di Antonio, predicatore francescano e amico dei poveri – afferma padre Enzo Poiana, Rettore del Santuario –. Antonio, come il nostro attuale Papa, sapeva parlare del Vangelo con semplicità ed efficacia, ricordando a tutti che senza le opere dell'amore e della carità la fede muore, e che la giustizia resa agli indigenti è fatta a Cristo stesso».
Ai tanti pellegrini che ogni giorno passano per la Basilica a dialogare con il Santo, egli ha ancora molto da dire. Il 750° anniversario che si chiude ci assicura che il suo messaggio di fede e carità continua a risuonare ancora attuale, incorrotto e attraente, irradiandosi da Padova, la sua città adottiva, al mondo intero.
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