decimo anniversario della morte di padre Cristoforo Zambelli ofmconv

Zogno 2In occasione del decimo anniversario della prematura dipartita di P. Cristoforo Zambelli (27 dicembre 2004), sabato 27 dicembre, presente il ministro provinciale, è stata celebrata una s. messa per il compianto confratello, alle ore 15,30, presso la Chiesa del Monastero delle Suore di Clausura, via 11 Febbraio, 1 (angolo di via Cavour) a Zogno (Bg).

Qui la scheda del confratello come appare nel nostro volume "Ci hanno preceduto"

27 dicembre 2004 - Padre CRISTOFORO ZAMBELLI di anni 63
Nasce a Zogno (Bergamo) il 12 giugno 1941 ed è battezzato con il nome di Giovanni. Entra nel seminario di Brescia nel 1955; dopo il noviziato, emette la professione temporanea il 4 ottobre 1958 e quella solenne il 4 ottobre 1962; è ordinato presbitero a Camposampiero il 18 marzo 1967; nel 1968 consegue la licenza in teologia alla Pontificia Università Lateranense.
Molti sono gli incarichi e gli uffici ricoperti nella non lunga esistenza di p. Cristoforo: addetto alla direzione nazionale M.I. (Roma, 1968-70; 1972-73), pro-rettore all'Istituto teologico di Padova (1970-71), direttore spirituale nel seminario di Camposampiero (1973-76), insegnante di lettere nel seminario-ginnasio a Pedavena (1976-79), segretario provinciale (1979-83), segretario generale dell'Ordine (1983-97), penitenziere a S. Pietro in Vaticano (1997-99), postulatore generale dell'Ordine (1999-2004).
Durante la sua vita p. Cristoforo ha sempre goduto buona salute: sessant'anni vissuti con notevole energia, fisica e spirituale. Nell'incontro personale comunicava sicurezza; aveva la carica e lo spirito del combattente e del lavoratore instancabile, finché la malattia, un male che non perdona, ha minato inesorabilmente la sua vita in pochissimi mesi. Non è stato facile per lui accogliere il male come prova e come dono che viene dall'alto. Con questa prova iniziava per p. Cristoforo un percorso difficile; pur aggrappato alla speranza della guarigione, nella fede andava gradualmente consegnandosi all'incontro finale con il suo Signore.
Non è facile passare in rassegna i sessant'anni di vita di p. Cristoforo: il servizio all'Ordine (in particolare, la postulazione per le cause dei santi), la devozione e lo studio della vita e degli scritti di S. Massimiliano Kolbe.

Zogno 1

Nella nostra Provincia ricoprì l'ufficio di segretario provinciale, e in seguito di segretario generale dell'Ordine, per quattordici anni, a Roma; aveva la resistenza di trascorrere ore e giornate alla scrivania per svolgere con grande dedizione e diligenza il suo compito.
Come postulatore generale dell'Ordine ha affrontato questo incarico con competenza, serietà e rigore, guadagnandosi la stima presso la Congregazione per le cause dei santi. Il Prefetto della medesima, card. José Saraiva Martins, lo visitò ammalato nella sua stanza, nel convento dei Ss. Apostoli, e ha voluto presiedere 1'Eucaristia delle esequie, nella basilica dei Ss. XII Apostoli.
La devozione a S. Massimiliano Kolbe è un altro tratto significativo dell'esperienza di p. Cristoforo. Ancor giovane, iniziò a studiarlo nei suoi scritti. Per poterli tradurre in italiano, ha voluto studiare la lingua polacca. II lavoro di traduzione lo occupò dal 1972 al 1978. Ha curato inoltre la seconda edizione degli Scritti kolbiani in un unico volume e stava dedicandosi all'edizione delle Conferenze di S. Massimiliano. La morte non gli ha permesso di portare, a termine questo suo lavoro.
P. Cristoforo ha vissuto questi tre ambiti da sacerdote: amava il suo sacerdozio e, pur impegnato per gran parte della sua vita in attività che lo hanno assorbito in fatiche non propriamente sacerdotali, non mancava di esercitare il suo ministero, specialmente nella predicazione e nel sacramento della Riconciliazione.
Alcune virtù hanno caratterizzato la vita di p. Cristoforo: una conoscenza delle proprie possibilità e dei propri limiti e una dedizione piena, una volta assunto l'incarico, pronto a lasciare quando vedeva di non essere all'altezza del compito; trasparenza e sincerità nei suoi rapporti con gli altri, pronto a pagare di persona per questa sua trasparenza; senso di convinta appartenenza alla sua Provincia e alla Famiglia francescana; il legame alla sua terra bergamasca; resistenza e fedeltà al lavoro quotidiano.
P. Cristoforo ha concluso il suo pellegrinaggio terreno a Roma, nel convento dei Ss. Apostoli, il 27 dicembre 2004, a 63 anni, quando l'orizzonte della sua vita poteva promettere ancora un tratto abbastanza lungo da percorrere nel servizio di Dio e dei fratelli. "Sorella morte", invece, secondo i disegni misteriosi del Signore, è venuta a portarselo con sé.
I suoi funerali sono stati celebrati nella basilica dei Ss. Apostoli e poi nella sua chiesa parrocchiale di Zogno.
È sepolto nella tomba dei sacerdoti nel cimitero di Zogno.

Qui la lettera del ministro generale che ne comunicava la morte:

PER LA MORTE DI P. CRISTOFORO ZAMBELLI

Prot. N. 5/05 Roma, 3 gennaio 2005

Carissimi fratelli,
il Signore vi dia pace!

È giunta a tutti la notizia della morte di P. CRISTOFORO ZAMBELLI, Postulatore generale dell'Ordine, segnalata tempestivamente a tutte le Province e Custodie. A sette giorni dalla sua repentina scomparsa vengo a voi per fare con voi memoria della figura di questo nostro caro Fratello.
«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo». Queste parole, che la liturgia del giorno ci ha fatto ascoltare nella lettura del vangelo del 29 dicembre scorso, quando abbiamo celebrato i funerali del nostro Fratello, hanno espresso bene il suo commiato da noi: Due giorni prima, il 27 dicembre 2004, egli aveva lasciato il nostro mondo per andare a contemplare con i suoi occhi il volto di Gesù, suo Salvatore.
Veramente, se per p. Cristoforo la morte è stata l'entrare nella Luce e nella Vita, per noi — umanamente parlando — è stata l'interruzione di una vita nella piena maturità, a 63 anni, quando l'orizzonte poteva promettere ancora un tratto abbastanza lungo, da trascorrere nella dedizione e nel servizio del Signore e dei fratelli. Ed invece, «sorella morte», secondo disegni che per noi rimangono misteriosi, è venuta a bussare alla porta del nostro convento dei Ss. Apostoli in Roma, per portarselo con sé.
P. Cristoforo, al fonte battesimale Giovanni, era nato a Zogno (Bergamo, Italia) il 12 giugno 1941. Entrato nell'Ordine nella Provincia Patavina di S. Antonio, aveva emesso la professione temporanea il 4 ottobre 1958 e la solenne il 4 ottobre 1962; era stato ordinato sacerdote il 18 marzo 1967. Compiuti gli studi teologici presso l'Istituto Teologico S. Antonio Dottore a Padova, aveva conseguito nel 1968 la licenza in teologia all'Università del Laterano in Roma.
Durante tutta la sua vita p. Cristoforo ha goduto di una buona salute; scherzando, faceva notare di non aver mai conosciuto l'ospedale. Sessant'anni vissuti con energia interiore ed esteriore, fisica e spirituale, notevole. Era una di quelle persone che nell'incontro personale comunicano sicurezza e desiderio di non perdersi d'animo. Aveva, si potrebbe dire, la carica e lo spirito del combattente e del lavoratore indefesso, instancabile, finché la malattia, un male che non perdona, ha minato inesorabilmente la sua vita in pochissimi mesi.
Non è stato facile per p. Cristoforo accogliere il male come prova e come dono, che viene dall'alto, perché oscuro e dal volto inafferrabile e sconvolgente. Così il 4 aprile 2004 scriveva al suo Ministro provinciale alle prime avvisaglie del male:
«Grazie per gli auguri, arrivati puntuali qualche giorno fa. Oltre a quanto ti ho detto durante la tua ultima visita qui da noi, ti informo che il 26 aprile subirà l'intervento, di cui ti ho parlato, qui a Roma. Nei prossimi giorni mi recherò ad Assisi per dialogare un po' col Serafico Padre, s. Francesco, in compagnia del mio "ospite", del mio male. Spero di con¬tinuare a rimanere sereno (almeno esternamente...) in questi venti giorni».
Iniziava così per p. Cristoforo un percorso difficile, segnato da una lotta interiore, di cui all'esterno appariva ben poco. Bisognava leggerla ed intuirla in alcune frasi, a volte nell'espressione del volto, in alcuni silenzi prolungati, nello sguardo compreso e sorpreso dell'ultimo periodo. Pur aggrappato tenacemente alla speranza della guarigione e della ripresa dei suoi lavori, negli ultimi giorni lasciava intravedere come lentamente, nella fede, andava gradualmente consegnandosi, per l'incontro definitivo, al suo Signore Gesù, che l'aveva chiamato alla vita cristiana e francescana, alla quale aveva sempre aderito con l'entusiasmo e la generosità della prima ora.
Non è facile ricordare i sessant'anni di vita di p. Cristoforo: mi pare che la sua vocazione e missione francescana potrebbero essere sintetizzate in tre ambiti: il servizio ed il ministero di segretario, la postulazione delle cause dei santi, la devozione e lo studio di s. Massimiliano Kolbe.
Svolse l'ufficio di segretario provinciale per quattro anni nella sua Provincia Patavina (1979-1983), e di segretario generale dell'Ordine per quattordici anni a Roma (1983-1997). Aveva la capacità unica di trascorrere ore e giornate alla scrivania, per rispondere, annotare, telefonare, mantenere i contatti con i frati e le comunità, che attendevano una parola, una informazione, un collegamento col centro della Provincia religiosa o dell'Ordine. Alcune sue ricerche a livello di statistiche e di informazioni rimarranno a lungo punto di riferimento per gli archivi dell'Ordine. Quello di segretario sembrava il suo posto - da sempre. Era conoscitore preciso delle norme e delle procedure da seguire, ne era fedele custode e convinto sostenitore.
II compito di Postulatore generale dell'Ordine ha impegnato p. Cristoforo negli ultimi cinque anni di vita (dalla fine del 1999 alla morte). Si era inserito in quel lavoro con un certo timore, pensando di non essere all'altezza del compito affidatogli, ed invece dimostrò competenza e capacità. Stava seguendo numerose cause dell'Ordine, tra le quali quelle dei servi di Dio: fra Giacomo Bulgaro, p. Girolamo Biasi e p. Placido Cortese, della sua Provincia; p. Quirico Pignalberi, della Provincia Romana; mons. Francesco Mazzieri, della Provincia di Zambia/Marche; p. Zbigniew Strzalkowski e p. Michel Tomaszek, della Provincia di Cracovia; p. Leone Veuthey, della Provincia Svizzera; p. Diego Keleman, della Provincia di Ungheria; Veronica Antal, terziaria francescana della Provincia di Romania; come pure della canonizzazione del b. Odorico da Pordenone... Con la serietà e il rigore del suo lavoro si era guadagnata la stima presso la Congregazione delle cause dei santi. Il prefetto, card. José Saraiva Martins, che già gli aveva fatto visita nella sua stanza ai Ss. Apostoli in occasione della partecipazione alla novena dell'Immacolata, volle amabilmente presiedere la messa di esequie il giorno 29 dicembre nella basilica dei Ss. Apostoli.
La consuetudine con i suoi santi gli aveva un giorno fatto dire: "Spero che i santi per i quali ho lavorato tanto in questi ultimi anni mi siano vicini in questo momento difficile di malattia". Sono sicuro che, se non gli hanno ottenuto la guarigione fisica, tuttavia gli sono stati accanto per fargli da scorta nel suo ingresso in paradiso.
La devozione a s. Massimiliano Kolbe è un altro tratto significativo dell'esperienza di p. Cristoforo. Ancora da giovane incominciò a studiarlo nei suoi scritti e nelle sue conferenze. Per arrivare a tradurre in italiano i testi di p. Kolbe volle studiare il polacco. Il lavoro di traduzione, al quale si dedicò con entusiasmo giovanile, lo occupò in particolare dal 1972 al 1978. Ma anche dopo la prima edizione (avvenuta nel 1975 per i primi due volumi e nel 1978 per il terzo volume) continuò a lavorare agli scritti, raccogliendo altro materiale inedito e curando una nuova edizione in volume unico, apparsa nel 1997. Aveva in animo, e il lavoro era a buon punto, di pubblicare in italiano le "Conferenze" di s. Massimiliano. La morte non gli ha permesso di portare a termine questo suo impegno. Io spero che qualcun altro possa prendere in mano e completare il suo lavoro.
L'assiduità con gli scritti e il pensiero di s. Massimiliano aveva fatto di p. Cristoforo un esperto di p. Kolbe. Era chiamato spesso dalle nostre case di formazione, ma anche da altri, a parlare del nostro santo confratello e della Milizia dell'Immacolata. La spiritualità di s. Massimiliano era come rifluita in benedizione sulla sua vita di frate e di sacerdote e l'aveva condotto a far propri la propensione all'essenzialità, al lavoro assiduo, al procedere nella strada intrapresa, senza girarsi né a destra né a sinistra, ma soprattutto aveva alimentato in lui l'amore all'Immacolata, la Vergine santa, verso la quale nel suo Diario ha espressioni filiali dolcissime.
P. Cristoforo ha vissuto i tre ambiti sopra ricordati da sacerdote. Amava il suo sacerdozio e, pur impegnato per gran parte della sua vita in attività che lo hanno tenuto inchiodato a una scrivania, non mancava di esercitare il suo ministero sacerdotale, specie della predicazione e della confessione.
La celebrazione quotidiana dell'eucaristia, poi, costituiva il momento più importante della giornata: in tre grossi quaderni ha annotato («sull'esempio di s. Massimiliano Kolbe», ha scritto nella prima pagina del 18 marzo 1967, giorno della sua ordinazione presbiterale), giorno dopo giorno fino al 29 novembre 2004, la data della messa, il numero progressivo delle messe celebrate, l'intenzione e qualche nota di rilievo. Non c'è stato giorno della sua vita in cui non abbia celebrato la messa, nemmeno in occasione dei lunghi viaggi aerei all'estero. Solo il recente ricovero all'ospedale gli ha impedito di celebrare; nei giorni, però, in cui è stato in casa, dal suo letto, ha concelebrato con qualcuno dei suoi confratelli. L'ultima sua messa è stata quella del 26 dicembre.
Ebbe modo, anche, di svolgere a tempo pieno il ministero sacerdotale nei poco più di due anni trascorsi come penitenziere vaticano (1997-1999). Lo fece con amore, con zelo e grande passione.
Permettetemi, infine, fratelli, di ricordare — a lode di p. Cristoforo e a nostra comune edificazione — alcune virtù che, a quanto mi pare, hanno caratterizzato la sua vita di frate (46 di vita religiosa francescana) e di sacerdote (37 anni):
- una conoscenza delle proprie possibilità ed anche dei propri limiti, e una dedizione piena una volta assunto l'incarico, pronto anche a lasciare, quando costatava che l'impegno non era per lui o non poteva proseguire con sufficiente competenza o serenità;
- una trasparenza e sincerità naturale nel dire le cose e nel manifestare i problemi da affrontare, pronto a pagare di persona per questa chiarezza nel manifestare e condivi¬dere le difficoltà che nella vita non mancano mai;
- l'attaccamento alla sua Provincia religiosa e alla nostra Famiglia francescana; la sua vita di frate aveva affondato radici profonde e sicure sul terreno dell'appartenenza all'Ordine e dell'identità francescana;
- il legame con la sua terra bergamasca, anche se brevi furono i suoi soggiorni nell'ama¬ta valle di origine, fatto di simpatia e di sano orgoglio per la lingua e le tradizioni della sua terra;
- e da ultimo una resistenza e una fedeltà al lavoro quotidiano, che per lui non conosce¬va né pause né tempi, soprattutto quando si trattava di portare a termine impegni a sca¬denza e a suo tempo programmati.
Ai frati della sua Provincia Patavina e ai suoi familiari porgo le mie vive condoglianze. Sento anche il dovere di ringraziare i confratelli della comunità dei Ss. Apostoli, che gli sono stati vicini nei mesi della malattia, il medico del convento che ha mostrato una gran¬de attenzione umana oltre che professionale, e i familiari, in particolare le sorelle, che come veri angeli custodi hanno offerto a p. Cristoforo nelle sue ultime quattro settimane di vita la loro presenza rassicurante e la loro amorevole fraterna assistenza, accompagnandolo giorno dopo giorno con affetto e premura unici fino alla porta dei cielo.
Ringrazio anche i tanti Ministri provinciali, Custodi e singoli frati che hanno inviato alla Curia generale i loro messaggi di cordoglio per la scomparsa di p. Cristoforo e le loro atte¬stazioni di stima e di affetto per questo nostro Fratello.
I funerali di p. Cristoforo sono stati celebrati a Roma, nella basilica dei Ss. Apostoli, il 29 dicembre, presieduti dai card. José Saraiva Martins, con la presenza di molti confratelli delle case generalizie, e il giorno seguente a Zogno, il paese natale, presieduti dal vescovo ausiliare della diocesi di Bergamo: vi hanno preso parte, assieme al Ministro provinciale della Provincia Patavina, numerosi confratelli della sua Provincia e sacerdoti diocesani. La salma è stata tumulata nella tomba dei sacerdoti nel cimitero parrocchiale di Zogno.
Oltre ai suffragi previsti nella sua Provincia, ricordo che tutti i frati del convento dei Ss. Apostoli devono applicare per p. Cristoforo una santa messa, e che nelle altre case gene¬ralizie deve essere celebrata per lui una santa messa,
Siamo nel tempo di Natale, un tempo di luce e di vita nuova, durante il quale siamo invitati a contemplare il volto del Bambino Gesù con speranza e fede rinnovata. P. Cristoforo ha raggiunto il cielo proprio in questo tempo di gioia e di vita di comunione con il Figlio di Dio, che ha voluto porre la sua tenda in mezzo a noi. Possa egli celebrare ora con pienezza il suo natale con Gesù, il suo Signore, che è stato il motivo della sua vita di frate e di sacerdote.
Invocando su tutti voi, per intercessione della Vergine Immacolata e dei santi Francesco, Antonio e Massimiliano Kolbe, la benedizione dei Signore in questo inizio del 2005, vi saluto fraternamente

FRA JOACHIM A. GIERMEK
Ministro generale


CURRICULUM VITAE DI P. CRISTOFORO ZAMBELLI

- Nasce a Zogno (Bergamo) il 12 giugno 1941;
- entra nel seminario minore il 26 settembre 1955 a Brescia ove frequenta gli studi ginnasiali (1955¬57) e a Padova e Brescia quelli del liceo (1958-61);
- novizio a Padova (1957-58) ove emette la profes¬sione temporanea il 4 ottobre 1958 e quella solen¬ne il 4 ottobre 1962;
- frequenta il corso filosofico-teologico a Padova (1962-67);
- e ordinato sacerdote a Camposampiero il 18 marzo 1967;
- ottiene la licenza in teologia alla Pontificia Univ. Lateranense (1968);
- addetto alla direzione nazionale della M.I. (Roma, 196870; 1972-73);
- pro rettore a Padova nel Seminario Teologico (1970-71);
- direttore spirituale nel seminario di Camposampie¬ro (1973-76);
- insegnante di lettere nel seminario (ginnasio supe¬riore) di Pedavena (1976-79);
- segretario provinciale (1979-83);
- segretario generale dell'Ordine (1983-97);
- penitenziere a S. Pietro in Vaticano (1997-99);
- postulatore generale dell'Ordine (1999-2004);
- muore nei convento dei Ss. Apostoli in Roma il 27 dicembre 2004;
- i funerali sono celebrati nella basilica dei Ss. Apostoli in Roma il 29 dicembre 2004 e a Zogno (Bergamo) il 30 dicembre 2004;
- è sepolto nel cimitero di Zogno.

PER IL NECROLOGIO
27 dicembre 2004 – Roma: P. CRISTOFORO ZAMBELLI, di anni 63, segretario provinciale, poi per 14 anni segretario generale, quindi penitenziere in S. Pietro in Vaticano e infine postulatore generale dell'Ordine. Profondamente legato alla nostra famiglia francescana, instancabile e preciso nel suo tributo di riconoscenza.
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