quando pregare è piangere assieme - giornata di ritiro per la comunità di Coimbra

20171124coimbra lowQUANDO PREGARE É PIANGERE ASSIEME

All'indomani della Giornata Mondiale dei Poveri, la nostra comunità di Coimbra ha trascorso un giorno di ritiro presso la parrocchia di un paese che ha vissuto il dramma degli incendi estivi, che hanno mietuto, in Portogallo, vite e beni. Il ritiro è stato illuminato dalla testimonianza del parroco di quella zona.

Il nostro programma prevedeva un tempo di riflessione comunitaria sul PPQ provinciale e uno spazio da dedicare alla preparazione del prossimo Avvento; però le circostanze e l'ambiente in cui ci trovavamo hanno positivamente condizionato la nostra agenda. Possiamo riassumere la giornata vissuta in tre verbi: stare, vedere e pregare.

Anzitutto, stare. È stato il verbo che più ha utilizzato il parroco nella sua testimonianza. Di fronte alla immane tragedia del fuoco, si sono sommate tante altre piccole-grandi tragedie personali e familiari, che hanno sconvolto la vita di molta gente. Cosa fare di fronte a tutto questo? La risposta del sacerdote: stare a fianco delle persone, in silenzio e con amore. Questo atteggiamento è stato un "fuoco" che ha mantenuto accesa la fiamma della fede, che si è tradotta in speranza e carità.

Vedere. Avere il coraggio di vedere, di visitare, di toccare, di sporcarsi, di abbracciare. E, soprattutto, saper vedere che la disgrazia, il male e la morte non hanno l'ultima parola. Saper vedere e discernere fra le tante proposte di "salvezza" che, in queste circostanze, la politica e la società presentano in abbondanza. Saper vedere e ascoltare con pazienza e misericordia, ricordando che solo una cosa è necessaria: il Regno di Dio.

Pregare. La medicina suggerita dal parroco: di fronte alle molteplici cose da fare in queste situazioni, non ha tralasciato il tempo prezioso della preghiera, anzi ne ha sentito maggiormente il bisogno. La conseguenza del suo esempio di trascorrere in chiesa, almeno un'ora al giorno in preghiera umile e silenziosa davanti al Santissimo, ha "svegliato" nei parrocchiani, più di qualsiasi predica, la necessità di abbandonarsi con fiducia nelle mani del Padre.

È naturale che una testimonianza del genere abbia toccato in profondità il nostro cuore, e abbia anche orientato il resto del programma.

Il Progetto Provinciale ci invita a "ringraziare, lodare e servire il Signore con grande umiltà": niente di meglio fare questo di fronte alle nostre fragilità e alle tragedie che incombono sulla nostra umanità. È un atto di fiducia nel Dio creatore e provvidente. È un atto di amore che stimola a vincere la morte, tutte le morti.

Vivere l'Avvento significa riconoscere la "presenza iniziata", cioè la presenza di Dio stesso che viene a salvare l'umanità: una presenza dinamica che non si lascia intimorire dalle forze del male. Noi abbiamo visto, nella città di Pedrógão Grande, terra bruciata, foresta distrutta, vite e persone scosse profondamente; ma abbiamo anche toccato con mano la "presenza salvifica" del Dio che viene. Questo ha rafforzato la nostra fede e ci ha spinto a gridare: Vieni, Signore Gesù! Maranathá!

fr. Severino Centomo

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