ora ci vedodomenica 30 marzo 2014 - quarta domenica di quaresima
 
"Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo" (Gv 9,25).

Dietro il miracolo del cieco sin dalla nascita, un significato esistenziale riguarda ciascuno di noi: dal non vedere al vedere, dalle tenebre (dai nomi molteplici: peccato, autosufficienza, ostinazione,...) alla luce (incontro con la persona di Gesù, rapporto nuovo con gli altri e con le cose...). Tutta un'altra visione!
 
Con un rischio: chi, sicuro di sé, crede di vedere, sapere, corre il serio pericolo di non aprire mai gli occhi.
 
Con un'opportunità: riconoscere che chi dona la vista agli occhi e al cuore – a costo di essere "cacciato fuori" dai più, come successo al cieco del vangelo- è il Signore Gesù. Un orizzonte inedito si apre: seguire –da discepoli innamorati- Gesù per avere la luce della vita. Come canta un frammento di uno dei salmi: "Alla tua luce, Signore, vediamo la luce". Sì, nella tua luce risplende anche la nostra vita!

fGv
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