20181118gmpDomenica 18 novembre 2018 si celebra nella Chiesa la Seconda Giornata Mondiale dei Poveri, voluta da papa Francesco e accompagnata da un messaggio lungo e articolato che presenta l'iniziativa. Il messaggio è leggibile qui sotto oppure dal sito del Vaticano (clicca QUI).

E' interessante notare che il messaggio, dal titolo "Questo povero grida e il Signore lo ascolta" è stato promulgato il 13 giugno 2018, specificando in calce al documento "Dal Vaticano, 13 giugno 2018. Memoria di Sant’Antonio di Padova". Quasi un sigillo che accumuna questa nuova e importante iniziativa a favore dei poveri, associata al ricordo di un santo che in vita e dopo la morte si è sempre espresso come protettore dei poveri.
 
Molti sono stati nel passato i pronunciamenti dei pontefici nel ricordo di sant'Antonio amico dei poveri. Ricordiamo qui papa Benedetto XVI: «...Scrive ancora Antonio: “La carità è l’anima della fede, la rende viva; senza l’amore, la fede muore” (Sermones Dominicales et Festivi II, Messaggero, Padova 1979, p. 37) [...] Agli inizi del XIII secolo, nel contesto della rinascita delle città e del fiorire del commercio, cresceva il numero di persone insensibili alle necessità dei poveri. Per tale motivo, Antonio più volte invita i fedeli a pensare alla vera ricchezza, quella del cuore, che rendendo buoni e misericordiosi, fa accumulare tesori per il Cielo. “O ricchi - così egli esorta - fatevi amici… i poveri, accoglieteli nelle vostre case: saranno poi essi, i poveri, ad accogliervi negli eterni tabernacoli, dove c’è la bellezza della pace, la fiducia della sicurezza, e l’opulenta quiete dell’eterna sazietà” (Ibid., p. 29). Non è forse questo, cari amici, un insegnamento molto importante anche oggi, quando la crisi finanziaria e i gravi squilibri economici impoveriscono non poche persone, e creano condizioni di miseria? Nella mia Enciclica Caritas in veritate ricordo: “L’economia ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento, non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona” (n. 45)..» [Udienza generale, 10 febbraio 2010].

E il santo Giovanni Paolo II in riferimento alle opere nate in nome di sant'Antonio di Padova: «Il riferimento a sant'Antonio ha determinato anche lo stile del messaggio. Era infatti necessario presentarlo con un linguaggio affascinante e, insieme, con la testimonianza di una carità operosa. Si comprende allora perché attorno al giornale (Messaggero di Sant'Antonio, n.d.r.) sia nata, immediatamente, e sia cresciuta in modo sempre più generoso una catena di solidarietà e di aiuto fraterno ai più poveri e ai più bisognosi i quali, come diceva il Santo di Padova, preferiscono l'azione alla parola, la testimonianza alla spiegazione (cfr Sermones II, 100). Ecco l'origine di quell'opera così preziosa denominata il "Pane dei poveri", iniziativa che non è mai venuta meno nemmeno negli anni più difficili, segnati da miseria e povertà, come quelli delle due guerre mondiali. Con il passare del tempo, essa si è ampiamente allargata nell'odierna Caritas antoniana, che opera efficacemente in tutti i continenti, facendo sentire ai meno fortunati il balsamo della sollecitudine fraterna» [Discorso, 21 novembre 1998].

Ancora san Giovanni Paolo II coglie il titolo di "Antonio patrono dei poveri": «Chiedendo al Signore, Maestro e Pastore di tutte le anime, che per l’intercessione di Sant’Antonio, insigne predicatore e patrono dei poveri, sia dato a tutti di seguire fedelmente e generosamente gli insegnamenti del Vangelo, imparto una speciale benedizione apostolica a Lei, all’intera Famiglia francescana ed a tutti i devoti del grande Santo» [Lettera di Giovanni paolo ii a padre Lanfranco Serrini, in occasione dell'VIII centenario della nascita di sant'Antonio di Padova, 13 giugno 1994].

Ci ricorda sant'Antonio di Padova stesso: «Il tuo cielo sia il povero: in lui riponi il tuo tesoro, affinché in lui sia sempre il tuo cuore» (Sermone per il mercoledì delle Ceneri 6, in I Sermoni, EMP, Padova 2013, p. 69).


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