20201027 gambettiCari frati,
vi scrivo questa lettera a pochi giorni dal rientro a Padova dopo un paio di settimane trascorse in visita ai nostri confratelli della Delegazione del Portogallo. Lo faccio per dare voce alla gioia che, in maniera inaspettata, ci ha raggiunto ieri, domenica 25 ottobre 2020, quando il Papa, al termine dell’Angelus, ha dato la notizia della nomina di 13 nuovi Cardinali.

Che emozione sentire il nome del nostro confratello fr. Mauro Gambetti tra quelli indicati dal Pontefice!

Ancora una volta siamo rimasti spiazzati. La nomina episcopale di fr. Mauro molti di noi la immaginavano possibile, viste le sue capacità e l’ottimo servizio svolto prima in Provincia – l’allora Provincia Bolognese – e poi ad Assisi, dove ricopriva il ruolo di Custode del Sacro Convento dal febbraio 2013. Ma alla nomina cardinalizia non pensavamo. Non adesso, perlomeno. E invece eccoci alle prese con questa lieta notizia che ci riempie di gioia e ci fa sentire orgogliosi della nostra famiglia di Frati Minori Conventuali, particolarmente apprezzata in questa stagione della Chiesa universale. E quale onore per la nostra Provincia religiosa che, dopo la sorprendente nomina episcopale di fr. Marco Tasca ad Arcivescovo di Genova, vede un altro suo membro elevato a così alta carica ecclesiastica!

L’effetto di questa nomina è ancora maggiore se si pensa che era dal concistoro del 27 settembre 1861 che un frate minore conventuale non veniva eletto cardinale. Allora toccò al confratello siciliano fr. Antonio Maria Panebianco (1808-1885) che fu creato cardinale presbitero dapprima con il titolo di S. Girolamo dei Croati, poi dei Ss. XII Apostoli. Fu Prefetto della Congregazione per le indulgenze, Penitenziere maggiore della Penitenzieria apostolica, Segretario della Congregazione dell'Inquisizione e Camerlengo del Collegio cardinalizio. Da allora sono passati 159 anni, l’intera storia dell’Italia dall’anno della sua Unità!

Vorrei che la nomina di fr. Mauro a membro del Collegio Cardinalizio fosse per tutti noi motivo di ringraziamento al Signore che ci benedice con la ricchezza dei suoi doni. E desidero anche che ricordiamo fr. Mauro nelle nostre preghiere perché Dio gli conceda di servire sempre la Santa Madre Chiesa con amore e piena dedizione.

Fra noi c’è anche chi, di fronte a queste nomine ecclesiastiche, pensa che perdiamo frati preziosi per il nostro Ordine. Se da un lato comprendo il loro pensiero perché questi fratelli lasciano fisicamente le nostre fraternità, dall’altro sono convinto che in questo modo essi diventano un dono prezioso per tutta la Chiesa. E dunque anche per noi che della Chiesa siamo parte.

Questo evento ci sia di sprone per rinnovare il nostro desiderio di rispondere con fedeltà alla nostra vocazione.

Fraternamente.

Fr. ROBERTO BRANDINELLI
Vicario provinciale

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ALTRE RISORSE (in aggiornamento):

  • Profilo biografico - Fra Mauro Gambetti è nato il 27 ottobre 1965 a Castel San Pietro Terme (Bologna). Dopo la laurea in ingegneria meccanica presso l’Università di Bologna, nel settembre 1992 ha iniziato ufficialmente il suo cammino nell’Ordine dei Frati Minori Conventali di cui, dopo l’anno di noviziato, ha professato la vita e la regola, in modo temporaneo il 29 agosto 1995 e definitivamente il 20 settembre 1998. Dopo il Baccalaureato in Teologia presso l’Istituto Teologico di Assisi, ha conseguito la Licenza in Antropologia Teologica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale di Firenze. È stato ordinato presbitero l’8 gennaio 2000 a Longiano (Forlì-Cesena) dove, nel Convento del SS. Crocifisso, ha ricoperto l’incarico di animatore della pastorale giovanile e vocazionale per l’Emilia-Romagna e, dal 2005 al 2009, anche quello di responsabile e animatore della comunità religiosa (guardiano). Nella primavera 2009 è stato eletto ministro provinciale della Provincia Bolognese di Sant’Antonio di Padova, ufficio ricoperto sino al 22 febbraio 2013, quando fu chiamato dal Ministro generale e dal suo Definitorio ad assumere il compito di Custode generale della Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco in Assisi per il quadriennio 2013-2017. Contestualmente il Vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino l’ha nominato Vicario episcopale per la pastorale della Basilica Papale di San Francesco e degli altri luoghi di culto retti dai Frati Minori Conventuali. Riconfermato come Custode generale per il quadriennio 2017-2021, è stato eletto Presidente della Federazione Intermediterranea dei Ministri provinciali dei Frati Minori Conventuali nel settembre 2017 [da seraphicum.org].
  • Padre Gambetti, la “giovane” berretta con il Poverello (e Assisi) nel cuore - Non ha cambiato la sua agenda dopo l’annuncio di papa Francesco che lo annovera fra i cardinali. Compresi gli impegni per la “successione”. Perché padre Mauro Gambetti sta per terminare l’incarico di custode del Sacro Convento di Assisi. C’è già chi gli subentrerà: fra’ Marco Moroni. Eppure, come ha raccontato il vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, l’arcivescovo Domenico Sorrentino, la conclusione del mandato di Gambetti «era attesa in questo periodo e tutto faceva presagire una sua promozione nel servizio ecclesiale». Gambetti ha commentato la nomina con il sorriso che lo accompagna e una battuta: «Scherzi da Papa». Il frate minore conventuale sarà una delle più “giovani” porpore della Chiesa: ha 55 anni e da quasi 8 è il responsabile del Convento che è il cuore del francescanesimo dove si trova la tomba del Poverello. Nato a Castel San Pietro Terme, non lontano dal capoluogo emiliano, prima di vestire il saio si era laureato in ingegneria meccanica all’Università di Bologna, ma alla professione Gambetti ha preferito la vita consacrata. Sui passi del patrono d’Italia. Nel 1992 l’ingresso fra i conventuali. Poi il baccalaureato in teologia ad Assisi e la licenza in antropologia teologica a Firenze. Quindi l’impegno nella pastorale giovanile e vocazionale e nel 2009 l’elezione a ministro della Provincia di Sant’Antonio di Padova. Nel 2013 il ritorno ad Assisi. Ora la berretta. «Affido a san Francesco il mio cammino e faccio mie le sue parole di fratellanza – ha spiegato Gambetti –. Un dono che condividerò con tutti i figli di Dio in un percorso di amore e compassione verso il prossimo nostro fratello». I frati del Sacro Convento parlano di «grande gioia». E i vescovi dell’Umbria augurano un «fecondo ministro» al cardinale ricordando «la proficua collaborazione di questi anni». - Giacomo Gambassi (Avvenire, 27 ottobre 2020, p. 5).
  • «Io, cardinale francescano col sorriso. La fraternità risposta agli egoismi». A colloquio con padre Gambetti, il custode del Sacro Convento di Assisi che il Papa ha voluto fra le tredici nuove porpore. «Quando l’ho saputo, ho iniziato a ridere...». da Avvenire.it - «Sono un po’ a digiuno di questi temi…». Scherza padre Mauro Gambetti. E i «temi» di cui parla sono i compiti e le prerogative di un cardinale. «Nella mia vita di frate minore conventuale non ce n’era di motivo per occuparmene…», sorride il custode del Sacro Convento di Assisi con uno stile che potrebbe essere chiamato “da giullare di Dio” e che evoca la letizia di francescana memoria. Sarà cardinale padre Gambetti, dopo oltre un secolo dalle ultime due porpore conventuali. Non sapeva nulla prima che papa Francesco annunciasse i nomi delle tredici nuove berrette all’Angelus di domenica 25 ottobre. «Mi sembra di essere nato un’altra volta – racconta sempre con il sorriso –: nel senso che come un bambino devo prendere le misure con questo nuovo mondo, capire, orientarmi». A cinquantacinque anni sarà uno dei più “giovani” porporati della Chiesa. Preoccupato? «Forse apparirò un po’ incosciente, ma non lo sono. Credo che in capo a tutto ci sia la mano di Dio. E, quando facciamo nostra la volontà del Signore, la risposta è sempre sì, è sempre l’obbedienza». Diventerà anche vescovo il religioso originario di Castel San Pietro Terme nel Bolognese. «Perché così prevede il codice di diritto canonico e così mi ha detto papa Francesco quando l’ho chiamato per ringraziarlo sentitamente di questo “scherzo da Papa”». Ha una voce serena per tutta la lunga conversazione con Avvenire. Nel Sacro Collegio spiega di voler portare «lo spirito di minorità». Ripete più volte che la risposta a ogni forma di estremismo, come quello che ha seminato morte a Nizza e a Vienna, è «la fraternità». E, quando riflette sull’immigrazione, si affida al teorema dell’incompletezza di Gödel – quasi un richiamo alla sua laurea in ingegneria meccanica – per dire che «la crescita della complessità in una società, anche a seguito dei flussi migratori, è fattore di sviluppo». Padre Gambetti, quando e come ha saputo di essere cardinale? Dopo l’annuncio del Papa all’Angelus. Ero a colloquio con una persona. E il cellulare ha iniziato a squillare. Se sono immerso in una conversazione, evito di rispondere. Fra le chiamate vedo quelle a ripetizione del vescovo di Assisi. Allora dico: «Scusami, devo capire ciò che succede». Era in corso anche la preghiera per la pace nella Basilica Superiore per l’anniversario del celebre incontro voluto qui ad Assisi da Giovanni Paolo II nel 1986. Congedo la persona. Vado per richiamare il vescovo ma squilla di nuovo il telefono. Rispondo e sento dirmi: «Congratulazioni, complimenti». E io: «Scusa?». Così scopro che il mio nome era fra quelli dei nuovi cardinali. Sono trasalito pensando anche ad alcune cose che mi erano state dette ma che non avevo minimamente collegato a questo fatto. Allora mi sono fermato un attimo e sono scoppiato a ridere. Adesso arriverà l’ordinazione episcopale. La stiamo definendo. Sarà domenica 22 novembre, ossia la settimana precedente al Concistoro che è in programma sabato 28. Vorrei che la celebrazione si svolgesse ad Assisi. Farà entrare lo spirito di san Francesco nel Sacro Collegio? Porterò lo spirito di servizio, del farsi ultimi. È lo spirito evangelico della lavanda dei piedi. Vorrei restare limpidamente francescano, ossia minore, per aiutare con lealtà il Papa. È ciò che il Pontefice si aspetta dai cardinali: essergli di supporto nel discernimento e nelle azioni. Aggiungo che il nostro Ordine è marcato da un convinto ossequio al Pontefice, chiamato fra l’altro a fare sintesi nella Chiesa. Anche questo tratto potrà contrassegnare in senso francescano la mia missione.Il Papa si ispira al Poverello. Quali tratti emergono con forza? Il primo è la semplicità. Una semplicità che è lampante nel suo stile e nei suoi gesti ma che è anche congiunta alla profondità. Del resto san Francesco riusciva a tenere insieme lo spessore dei contenuti con l’accessibilità. Un’altra dimensione che unisce il Pontefice al santo è la vicinanza alle povertà del mondo, il forte afflato di prossimità, l’attenzione alle storie esistenzialmente sofferte della gente. Ancora. La modalità dialogica nei confronti di chi la pensa o crede diversamente: tutto ciò si traduce in rispetto, accoglienza e in ultima istanza pace.Sulla tomba del patrono d’Italia papa Bergoglio ha appena firmato l’enciclica Fratelli tutti. E lei lo ha accolto. Considero questo documento il vertice del suo magistero. Benché già la Laudato si’ avesse una precisa matrice francescana, l’ultima enciclica ne ha una ancora più evidente. Si tratta di un testo che può cambiare la storia. Perché ha al centro la fraternità universale che riguarda il rapporto con ogni uomo ma anche con l’intero creato. In un mondo che tende a essere per pochi e a escludere molti, che esaspera l’individualizzazione, che parcellizza l’uomo fino alla dispersione, c’è una sola grammatica che consente di costruire un futuro nuovo dove la felicità sia concreta: ed è la grammatica della fraternità. Gli attacchi di Nizza e di Vienna sono l’antitesi dell’incontro di san Francesco con il sultano avvenuto 800 anni fa. Come favorire il dialogo, anche con l’islam? C’è bisogno di assumere tutti insieme una prospettiva fraterna che implica rispetto e poi rigetto della prevaricazione. Il prossimo è una ricchezza anche se è diverso da me. Se mancano la valorizzazione delle differenze e la solidarietà, non potremmo mai avere società giuste e in pace. Le contrapposizioni, a volte ideologiche, hanno effetti tragici. In ogni scontro non ci sono né vincitori né vinti: a perdere è sempre l’uomo.Immigrazione e accoglienza. Quali sfide? Sogno una comunità globale in cui ciascuno possa avere il suo posto ed esprimere i propri talenti. Ecco, la Chiesa ha il compito di ripetere che tutto ciò è possibile. Poi mi stupisco di certe posizioni ottuse sul meticciato e sui flussi migratori. In matematica il teorema di Gödel ci dice che un sistema rimane autosufficiente finché non si aggiungono variabili nuove. Quando questo avviene, il sistema è costretto a trovare nuove risposte che consentano uno sviluppo di comprensione. Il fatto che arrivino donne e uomini di altre culture fa allargare la prospettiva ed è un potenziale di crescita. Il che non significa essere acritici sull’accoglienza: sono necessarie risposte che siano adeguate alle nuove variabili della storia. E fra queste c’è anche l’esigenza di far restare le persone nelle loro terre d’origine e quindi incentivare lo sviluppo di tutti i Paesi. Papa Bergoglio è di casa ad Assisi: ci è venuto quattro volte. Che cosa dice Assisi al mondo? In questi anni abbiamo voluto che Assisi fosse uno spazio aperto a tutti nel segno del dialogo e del confronto per dimostrare all’umanità che si più trasformare in realtà ciò che ripeteva san Francesco: siamo tutti fratelli. La profezia del nostro fondatore è uno dei più attuali input che la Chiesa può lanciare al mondo. Se Assisi manterrà questa sua caratterizzazione, sarà davvero una luce dentro la storia.Si sta concludendo il suo incarico di custode del Sacro Convento. E adesso? E adesso vado per il mondo. Sarò un po’ come Abramo che esce dalla sua terra e va... Anche se per il momento mi fermerò ancora ad Assisi per alcuni passaggi e adempimenti da compiere. Con il Papa condivide anche la passione per il calcio. Lei è tifoso della Juve… Sono un tifoso ma ora mi sento un po’ disamorato del pallone. Da tempo il calcio ha preso una piega smaccatamente venale. E poi ho capito che mi dà più gusto vedere giocar bene che assistere a una vittoria arrivata chissà come. da Avvenire.it, link qua.
  • Angelus 25 ottobre 2020, link qua.
  • News di seraphicum.org, link qua.
  • "Campane a festa in Basilica: Padre Mauro è Cardinale. La gioia della fraternità". da sanfrancescopatronoditalia.it, link qua.
  • "Padre Gambetti cardinale, le felicitazioni da tutta l'Umbria". da sanfrancescopatronoditalia.it, link qua.
  • "Fra Gambetti Cardinale: gioia e riconoscenza a Papa Francesco". da sanfrancescopatronoditalia.it, link qua.
  • "Serafico, grande gioia per la nomina a cardinale di Padre Mauro Gambetti". da sanfrancescopatronoditalia.it, link qua.
  • «Io, cardinale francescano col sorriso. La fraternità risposta agli egoismi». A colloquio con padre Gambetti, il custode del Sacro Convento di Assisi che il Papa ha voluto fra le tredici nuove porpore. «Quando l’ho saputo, ho iniziato a ridere...». da Avvenire.it, link qua.

 

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