Alcune reazioni ufficiali e semi-ufficiali, dalle fonti di informazioni diverse:
 
Intervista a p. Enzo Poiana, rettore della Basilica del Santo, basilica pontificia (da PadovaChannel):




Richiamiamo qui le prime reazioni di fr. Mauro Gambetti, religioso della nostra provincia, ora a servizio del Sacro Convento di Assisi:

«La gioia con cui abbiamo appreso l'annuncio dell'elezione del Nuovo Pontefice si è moltiplicata quando è stato pronunciato il nome che ha voluto assumere: Francesco! Per noi frati della Basilica che in Assisi custodisce il corpo del Poverello, questa scelta ha provocato un sussulto di ammirazione e di responsabilità. Francesco ancora addita la via dell'umiltà e della semplicità evangelica, la via tracciata da Cristo povero e crocifisso, la via che il nuovo Pontefice ha indicato con le prime parole rivolte alla Chiesa. Quella Chiesa, che per Francesco ha il volto della tenerezza, incontra ogni uomo riconoscendolo come fratello. Quel volto di tenerezza che abbiamo visto in Papa Francesco». fr. Mauro Gambetti, custode, con i frati del Sacro Convento di Assisi



Esplode un applauso, i fedeli al santo salutano il nuovo Papa
Fonte "Il Gazzettino di Padova" di Giovedì 14 Marzo 2013, pagina 2-3

Una sorpresa, perché, “sinceramente” non se l’aspettava, “un papa argentino”, seppur di radici piemontesi! Ma poi… Padre Enzo Poiana, rettore della basilica del Santo (basilica pontificia, cioè “chiesa del papa”), si trovava con il vescovo Antonio Mattiazzo lungo il percorso della Via Crucis cittadina, ieri sera, quando è stato avvertito («eravamo davanti al municipio») della fumata bianca. «Poi, giunti all’altezza della chiesa dei Servi, ecco il suono a festa delle campane del Santo, segno che era stato annunciato l’eletto». racconta Poiana.
Appena arrivati in Basilica, padre Poiana ha lasciato monsignor Mattiazzo a concludere il pio rito della Via Crucis, passando in convento per sapere il nome dell’eletto. «L’ho quindi comunicato al Vescovo che a sua volta ha dato l’annuncio ai fedeli stipati nella navata centrale, e c’è stato un grande applauso. Quando poi ha pronunciato il nome assunto dall’eletto, cioè Francesco I, c’è stato un seguito più intenso di applausi per la presenza di molti francescani».
«Non ce l’aspettavamo - continua padre Poiana - Che poi un gesuita assumesse il nome del fondatore del nostro ordine, è stata un’ulteriore sorpresa, peraltro piacevolissima: una grande gioia». Ma che cosa ci può essere dietro la scelta di quel nome?
«Il cardinal Bergoglio l’avevo visto nel 2010 in Argentina nel corso dell’assemblea fraterna del nostro ordine. Celebrò per noi, ma non avevo avuto modo di parlargli… Di lui non so, a parte quel che era stato scritto un po’ dai giornali…».
«Al suo apparire al balcone di San Pietro mi ha colpito che indossava l’abito bianco senza la mozzetta rossa, né la stola, messa soltanto per la benedizione finale. Un’altra osservazione: la croce pettorale argentata, non d’oro, il che dà l’idea di un uomo di grande semplicità». E poi, ancora?«“Non so che cosa ci sia dietro la scelta di quel nome, che, ripeto, ci fa molto piacere. Sono pure convinto, così, di prim’acchito, che sarà un Papa diverso dai suoi predecessori, ma è un’impressione che non saprei spiegare».



«Francesco, questo nome indica già un programma»
Fonte "Il Gazzettino di Padova" di Giovedì 14 Marzo 2013, pagina 3
Il vescovo «Siamo contenti di averlo saputo nella Basilica antoniana»

«Vedete, ad affrontare la pioggia poi si viene sempre ripagati. I cardinali hanno scelto l’eletto di Dio».
La preghiera dell’arcivescovo Mattiazzo a conclusione della via Crucis si interrompe dal pulpito del Santo poco dopo le 20. È lui a comunicare, emozionato, il nome del nuovo papa ai fedeli. Che l’accolgono con un applauso scrosciante. Terminata la cerimonia l’arcivescovo si ferma a salutare un gruppo di ragazzi poco fuori della sacrestia della basilica del Santo. Nell’atmosfera di gioia, anche i giornalisti sono ammessi…
«Eh, noi il comunicato l’avevamo già preparato, lo sapevamo già» scherza Mattiazzo.
Eccellenza, Antonio e Francesco hanno colpito ancora… - Ride di gusto.
«Certo, l’ho detto prima alla preghiera della via Crucis. Il 28 febbraio sera abbiamo detto i vespri qui, pregando nella basilica antoniana (luce diretta del francescanesimo ndr) e stasera eravamo qui nuovamente. Penso che questa via crucis resterà impressa nella mia memoria e in quella di tutti».
Francesco, il più santo degli uomini… - «Penso che anche nel nome ci sia una sorta di programma. Il papa è un gesuita, ordine fondato da S. Ignazio. È possibile che mettendosi questo nome voglia dare un significato programmatico al suo papato».
Francesco era la purezza… - «Quello è un mistero di Dio».
E pure Francesco non appartiene al partito della curia romana… -
«Io l’ho detto. Il Signore sapeva già chi era, i cardinali hanno solo tentato di scoprirlo (ridono tutti). Ma è sempre così. Dio ha creato l’universo e gli scenziati adesso vanno a vedere cos’ha fatto».
Vale ancora il detto che chi entra papa… - «Ma questi sono i giornalisti. Lo spirito santo poi manovra lui…»
Vescovo di Buenos Aires una scelta particolare. Il Suadamerica, terra privilegiata da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI… -
«Ma la chiesa è universale. Non c’è problema di nazionalità. Pensi che l’Italia è ancora indietro perché per esempio io non posso nominare parroco uno che non è cittadino italiano, anche se un santo ed è bravissimo. Invece noi nella Chiesa non abbiamo problemi».



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