cile2017Domenica 22 ottobre, Giornata missionaria mondiale 2017.
Fr. Tullio Pastorelli dal Chile ci offre questa sua testimonianza.
Buona lettura!

Curicó, 20 ottobre 2017

Cari familiari, frati, gruppi missionari, amici e paesani come state? Spero tutti bene! In questo mese missionario come non pensare a voi e a tutti coloro che portano la missione nel cuore e che in diversi modi vi ricordate di noi e ci aiutate.

Leggendo e meditando il messaggio che il papa Francesco ha inviato per questa occasione, mi sono soffermato sulle parole: “La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia.”

É propio vero quello che dice il papa Francesco: siamo in cammino, siamo tutti in esodo vivendo e condividendo i vari deserti dell’esperienza umana; e qui in Cile quanti i deserti: mi riferisco a tante tristezze, dolori, ferite interiori non sanate o non considerate. Vi comunico soltanto alcune delle difficoltá della nostra gente.

Desidero inizare con il problema dell’educazione giovanile. Qui da noi lo studio universitaro non é ancora totalmente gratuito; e per un giovane che desidera intraprendere la carriera universitaria, comporta difficoltá economiche non indiffernti. Da parte nostra aiutiamo i giovani con delle borse di studio “chiamate san Francesco” e li accompagnamo anche spiritualmente. Diversi sono i ragazzi e ragazze che desiderano studiare, pero la famiglia non si puó permettere una spesa tanto gravosa, e di consegenza, dopo la scuola dell’obbligo, molti dei nostri giovani cercano un lavoro, entrando nel meccanismo produttivo. É risaputo che solo chi gestisce il sapere e la economia possono dare un impulso alla societá ; e se i nostri giovani non possono studiare rimarranno sempre alla periferia del nostro tempo. In pratica é un circolo vizioso; solo chi ha i soldi puó studiare e cosí arrivare a gestire e dare l’indirizzo alla nostra societá; e i poveri rimangono sempre poveri e al margine. Per noi frati  l’aiuto spirituale e economico ai giovani capaci e bisognosi, va anche in questa direzione:  non é solo dar loro  la possibilitá di realizzarsi, é anche favorire un cambio positivo alla nostra societá.

Altra realtá che fa soffrire e fa pensare molto é vedere molte famiglie senza una casa accogliente. Questo tema lo ho gia trattato con voi e sapete bene il nostro sforzo nel dare la possibilitá di una vita degnitosa a molte famiglie. L’abitazione per diverse famiglie del nostro settore,( e molto di piú per alcuni nuclei familiari che vivono nelle campagne) é spesso umile e fatiscente, mancando delle necessitá basiche: il bagno, una cucina decorosa, armadi, mobili... Come sapete la nostra opera missionaria, oltre  a sostenere la parte religiosa e spirituale, é orientata anche a favorire un bene integrale della persona e della famiglia, per questo il nostro intervento a gruppi familiari con problemi é personalizzato e non “a pioggia”. É vero, le esigenze sono molte e a volte mancano i fondi per poter aiutare come desideriamo; pero sempre la provvidenza ci viene in aiuto, e, quando possimo, siamo pronti nell’aiutare, con una casetta, famiglie dove vivono persone anziane, o con problemi di salute, o gruppi familiari numerosi.

Terza realtá che condivido: una nostra comunitá parrocchiale desidererebbe avere  nel suo settore, in aperta campagna, una cappella. In questo momento la comunitá cristiana, composta da un centinaio di famiglie, non ha un luogo dove celebrare la messa e ritrovarsi per pregare o per riunirsi. La vita ecclesiale ora si svolge o in case private o in una ex scuola abbandonata e fatiscente.  Certamente questo non é un luogo adatto per celebrare la S. Messa, e per le varie celebrazioni: giovedí santo, recita del s. rosario nel mese di Maria (novembre)... La comunitá desidera un luogo adatto per il culto e con la gente del settore stiamo vedendo quello che possimo realizzare. Certamente una bella opera che comunque richiede tempo, creativitá, energie e denaro....

Come vedete tanti e diversi sono i settori dove noi frati stiamo operando per un miglioramento integrale della persona umana, e tutto questo lavoro di evangelizzazione é in parte possibile grazie alla vostra generositá e attenzione, per noi lontani dal nostro Paese, e per la nostra amata gente. Como non ringraziare il Signore per il vostro affetto, il vostro sostengno e per la vostra attenzione per la missione!!!. Il Signore vi benedica e vi accompagni sempre.

Termino citando ancora le parole del papa nel suo messaggio per questa giornata missionaria 2017: “Ricordiamo sempre che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» (Benedetto XVI, Lett. enc. Deus caritas est, 1). Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione.”

É proprio vero: il Vangelo é una Persona, é Gesú, e non un idea o una decisione etica, e Gesú ci invita anche oggi a incontrarlo e riconoscerlo in tanti volti, in tante mani, in tanti cuori, storie, esperienze e sogni della nostra gente povera. La nostra partecipazione alla vita della Chiesa non puó essere passiva, ma attiva e effettiva. Nessuno di noi puó stare alla finestra della storia e guardare quello che sta succedendo; ognuno di noi seguendo la prorpia vocazione e secondo le proprie possibilitá e disponibilitá dove impegnarsi per creare e costruire un mondo piú fraterno, giusto e in pace. Tutto questo cari amici per dare possibilitá a Gesú di risorgere anche oggi nei tanti cuori rattristati,  feriti, dolenti e molte volte oppressi.

Vi saluto con affetto e stima; un  ricordo per ciascuno nella preghiera e come sempre un abbraccio pieno di pace e speranza.

Paz y bien

fr. Tullio
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