20221004 Card La Fontaine Padre Chialina1822 -1922 - 2022 - Ritorno a casa:

l’Assunta e i Frati di nuovo insieme sotto le volte di S. Maria Gloriosa.

Restaurato il Cenotafio di Antonio Canova, nel bicentenario della morte

Il drastico decreto napoleonico del 1810 determinò l’allontanamento dei Frati Minori Conventuali dal convento dei Frari (poi adibito ad Archivio di Stato), mentre la chiesa fu affidata al Patriarcato di Venezia, che la destinò a sede di una parrocchia il cui territorio si estendeva, in parte, su quello delle antiche e soppresse parrocchie di S. Stin, S. Tomà, S. Polo, S. Agostin.

Per un secolo, dal 1817 al 1919, anche la tavola dell’Assunta mancò dalla sua originaria e naturale collocazione sull’altar maggiore dei Frari, ospitata per lo più nelle Gallerie dell’Accademia, dove fu restaurata ed esposta, con il pretesto di impedirne un ulteriore degrado e con il tacito intendimento di conferire maggiore visibilità e prestigio all’istituzione da poco creata. Al suo posto, ai Frari, venne collocata una tela con analogo soggetto del Salviati. Benemerito per alcuni importanti interventi di restauro nel sacro edificio e per la restituzione della tavola di Tiziano alla sua sede (“Torna la Parona”, commentava il popolo veneziano), fu Mons. Paolo Pisanello, ultimo parroco del clero secolare prima del ritorno dei Conventuali a Venezia, nel 1922, per volontà del Patriarca Card. Pietro La Fontaine (nella foto, con Padre Vittore Chialina). Inizialmente si trattò di una piccola comunità di tre religiosi, guidati dal P. Chialina, guardiano e parroco, che volle essere introdotto nel suo incarico da Mons. Pisanello, nominato nel frattempo canonico di S. Marco.

Il settimanale del Patriarcato Aurora così descrisse la solenne celebrazione, avvenuta il 25 giugno 1922: “Dopo il canto del Veni Creator e la lettura dei documenti ufficiali, Mons. Pisanello pronunciava sul nuovo Parroco le formule rituali e poi, all’Altar maggiore pronunciava il discorso di circostanza. Il venerando Prelato seppe dare alle sue parole una tale elevatezza di concetto e nobiltà di forma, che commosse vivamente l’uditorio… Dallo spirito di carità, di umiltà, congiunto alle più elette doti di mente e di cuore, che animano i figli del Poverello d’Assisi, Monsignore si ripromette l’impulso migliore per il bene dell’amata parrocchia. Nel loro ritorno ad uno dei primi centri della loro attività, riconosce la giusta riparazione dell’offesa subita al tempo della soppressione del grandioso Convento decretata dal Despota Francese… La commossa perorazione è accolta alla fine da un lungo mormorio di approvazione della folla dei fedeli”.

20221004 Kolbe Ponte Rialto 8 sett 1933 Durante i cento anni dal ritorno dei frati, sono da ricordare l’elevazione della Chiesa dei Frari a Basilica minore nel 1926, settimo centenario della morte di S. Francesco d’Assisi, e la presenza – per breve tempo – di alcuni religiosi la cui fama di santità è stata riconosciuta dalla Chiesa.

Emerge in particolare la figura di S. Massimiliano M. Kolbe, sacerdote e martire (+ Auschwitz, 1941 – canonizzato da S. Giovanni Paolo II nel 1982), che nelle sue note autografe di cronaca registra il passaggio a Venezia, prima di imbarcarsi sulla Conte Rosso per far ritorno alla missione di Nagasaki in Giappone, da lui fondata: “Sabato 2 settembre 1933: arrivo stanco a Venezia. È venuto in stazione il P. Guardiano, accoglienza molto cordiale. Domenica 3 settembre: alzata alle 5.30; alle 6 ho celebrato la S. Messa all’altar maggiore. La chiesa è grande, piena di monumenti; magnifica la sacrestia; il convento è angusto [si tratta della canonica in calle della Passione; l’attuale convento era allora adibito a collegio dei giovani frati in formazione, ndr], tuttavia è sufficiente per il gruppetto di religiosi che vi dimorano; il resto è del governo. Venerdì 8 settembre: partenza da Venezia. Dopo la S. Messa, alla nave con un domestico… I padri vengono a salutarci fin sulla nave. Trasportiamo i bagagli con una gondola; una fotografia”.

Nel 1922 fu ai Frari il Venerabile Girolamo M. Biasi, sacerdote (+ Camposampiero, 1929 – Decreto sull’eroicità delle virtù promulgato il 21 dicembre 2018), condiscepolo di S. Massimiliano Kolbe negli studi a Roma e cofondatore della Milizia dell’Immacolata. Ricevette l’ordinazione sacerdotale a Padova il 16 luglio di quell’anno e fu inviato quasi subito a Venezia, dove rimase fino ad ottobre. Celebrò più volte la S. Messa ai Frari, ma anche a S. Pantalon, ai Carmini, S. Barnaba, S. Giovanni Evangelista, S. Polo, S. Giacomo, S. Rocco. Annotava diligentemente le Messe celebrate nel registro personale. Ben presto, già minato dalla tisi, costretto a vari ricoveri ospedalieri e impossibilitato ad esercitare il ministero, si spense all’età di 31 anni, consumato dal male, ma ancor più dalla sua passione per il regno di Dio.

20221004 Assunta Tiziano dopo restauro 2022Ancora più breve fu la presenza a Venezia del Venerabile Placido Cortese [link del sito internet a lui dedicato: https://www.padreplacidocortese.org/cortese/], sacerdote (+ Trieste, 1944 – Decreto sull’eroicità delle virtù promulgato il 30 agosto 2021). Rimase ai Frari alcune settimane durante l’estate del 1927, prima di portarsi a Roma per compiervi gli studi di teologia ed essere ordinato sacerdote, il 6 luglio 1930. Dal guardiano della comunità fu incaricato di dare una mano nella sistemazione dell’archivio. Degna di nota è una sua lettera inviata ai familiari, residenti nell’isola di Cherso (oggi in Croazia), che diede i natali anche al P. Vittore Chialina. Scrive il giovane fra Placido (aveva vent’anni): “Si sa che quella quiete e quella pace mistica di Cherso, a Venezia non si può nemmeno pensare. La stessa città porta alla dissipazione: quante cose non fa l’ambiente. Ma la nostra chiesa è magnifica; una purezza di linee che sorprende, un’abside divina dove campeggia l’Assunta del Tiziano. Tutta la basilica nell’insieme è un gioiello d’arte e di bellezza” (Venezia, 14 settembre 1927). Padre Cortese fu validissimo direttore della rivista Il Messaggero di S. Antonio e, durante la seconda guerra mondiale, si prodigò per assistere, aiutare e mettere in salvo centinaia di persone in pericolo. Catturato dai nazisti l’8 ottobre 1944 davanti alla Basilica del Santo a Padova, fu trattenuto per alcune settimane nella sede della Gestapo a Trieste, dove venne sottoposto a ripetuti interrogatori accompagnati da brutali torture, fino alla morte, avvenuta verso la metà del novembre 1944. Il suo corpo venne bruciato nella tristemente famosa Risiera di S. Sabba.

Abbiamo ricordato, nel centenario del ritorno dei Frati a S. Maria Gloriosa, solo alcune presenze illustri, ma il pensiero riconoscente va a tutti i confratelli che in diversa misura hanno profuso energie e talenti personali per il bene di tutti.

Il centenario del ritorno dei frati a Venezia è stato solennemente ricordato il 4 ottobre 2022, festa di S. Francesco, con l’inaugurazione dell’importante restauro dell’Assunta di Tiziano e della bella edicola lapidea che la contiene, intervento che si è protratto per quattro anni e che per la sua complessità è da ritenersi “storico”. Per la circostanza è stato invitato il Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia, che ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica con il nostro Ministro provinciale, Fra Roberto Brandinelli, il vescovo emerito di Treviso, P. Gianfranco Agostino Gardin, i frati e altri sacerdoti della città. Il Patriarca è intervenuto quindi alla presentazione del lavoro eseguito. Da segnalare, tra i relatori che hanno preso la parola, la presenza della direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta. Il 13 ottobre successivo, ricorrendo il bicentenario della morte del grande Antonio Canova (1757-1822), è stato inaugurato il restauro del Cenotafio che nella basilica dei Frari venne realizzato dagli allievi del Canova, per conservarne il cuore. L’intervento è stato molto impegnativo dal punto di vista tecnico, per lo stato di degrado in cui versava il monumento, oggetto di ricerca e di ammirazione sia parte degli studiosi che dei cultori d’arte; ma alla fine il lavoro eseguito è risultato molto soddisfacente. Entrambi i capolavori restaurati, che a ragione si possono considerare come “stelle” di significativa grandezza nei cieli della pittura e della scultura, sono ora ammirati dai molti visitatori che giungono ai Frari attratti dalla bellezza del sito e delle opere d’arte che lo impreziosiscono.

La Comunità dei Frari

 

20221004 Frari 4 Ottobre 2022

Venezia, Basilica dei Frari - 4 ottobre 2022 - Solenne Concelebrazione, presieduta dal Patriarca di Venezia nella festa di San Francesco d’Assisi, per l’inaugurazione del restauro dell’Assunta di Tiziano

 

20221004 Assunta Tiziano dopo restauro 2022

Venezia, Basilica dei Frari - Edicola lapidea e Pala dell’Assunta al termine del restauro (2022)

 

20221004 Kolbe Ponte Rialto 8 sett 1933

Venezia, 8 settembre 1933 - P. Massimiliano Kolbe (con la barba) e P. Cornelio Czupryk, in gondola, all’altezza del Ponte di Rialto, con i bagagli [Archivio Niepokalanów]

 

20221004 Kolbe Porto Venezia 8 sett 1933

8 settembre 1933 - P. Kolbe e P. Czupryk al porto di Venezia, con P. Giacinto Comisso (a destra) e Fra Leone Bisco (a sinistra), della comunità dei Frari [Archivio Niepokalanów]

 

20221004 Cenotafio Canova Restauro 2022

Venezia, Basilica dei Frari - Il Cenotafio di Antonio Canova al termine dei lavori di restauro (2022)

 

20221004 Cenotafio Canova part 2022

Venezia, Basilica dei Frari - Il Cenotafio di Antonio Canova, part. (restauro 2022)

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