Bologna chiostro dei morti
Dal 12 al 15 aprile il Ministro Provinciale, fr. Giovanni Voltan, ha visitato il Convento e Basilica San Francesco d'Assisi di Bologna. Ecco il suo diario per questa tappa della visita canonica ai luoghi francescani conventuali del Nord Italia:
Bologna Basilica di San Francesco dAssisi

Bologna, la dotta, la grassa, la rossa,...e tanto altro si dice sul capoluogo emiliano. Senz'altro una gran bella città, Bologna, "alma mater studiorum" che prima fra le dotte città scoprì e propose con autorevolezza la vocazione al sapere. I primi frati vi arrivarono prestissimo, nel 1211, con frate Bernardo da Quintavalle, primo compagno di frate Francesco. Lo stesso Francesco fu a Bologna per due volte, nel 1220, di rientro dall'Oriente, e nel 1222, quando predicò in Piazza Maggiore: affascinati, alcuni studenti universitari decisero di farsi frati, di seguirlo nell'avventura evangelica dei "frati minori". Dal primo conventino presente in città (S. Maria delle Pugliole), i frati passarono l'attuale sito per interessamento del Comune stesso. Qui i frati, nel 1235 diedero inizio all'attuale basilica e ad una presenza numerosa a motivo della rapida crescita dell'Ordine e al fiorire dello Studio Teologico.
Bologna Basilica di San Francesco vestita a Pasqua
Fu frate Antonio da Lisbona, in seguito Sant'Antonio di Padova, a chiedere il permesso a frate Francesco per aprire in Bologna lo Studio finalizzato alla preparazione dei frati stessi: il Poverello glielo concesse con un commovente biglietto. Alterne vicende si succedettero nella storia, comprese le varie soppressioni con la cacciata dei frati. Qui, come altrove, la chiesa divenne magazzino, dormitorio per le truppe...I frati poterono tornare nel secolo scorso per ridare slancio e vitalità alla basilica. Che svetta con la sua imponente bellezza: "è la prima chiesa gotica costruita in Italia a tre navate contenute, nel loro prorompere, da poderosi archi rampanti", leggo in un'agile guida di un confratello. Per questa nostra presenza a Bologna vale lo stesso discorso per Ravenna, Ferrara e di un po' tutte le città italiane: l'inserimento dei frati, sin dalla prima ora, nel vivo del cantiere urbano, in rete con la cultura e la carità, tra centro e periferia.

Bologna il refettorio dei fratiI frati della comunità di Bologna sono ora sette: fra Leopoldo, Ubaldo, Agostino, Giuseppe, Franco, Mario e Francesco. Da nemmeno un mese, il Sabato santo, è partito per il cielo un confratello, fr. Sergio, sazio di giorni e di bene seminato.
Come per altre nostre presenze con "chiesa conventuale", non parrocchiale, San Francesco di Bologna offre ai molti che la frequentano la possibilità di trovare sempre un frate per le confessioni, l'ascolto, la direzione spirituale. Le celebrazioni liturgiche sono curate aiutate dalla solennità del gotico della basilica che invita a preghiera e partecipazione. Generosa anche l'offerta di momenti formativi come la lectio divina, la 'cena povera' nei tempi forti dell'anno liturgico, esercizi spirituali, l'aiuto a parrocchie vicine, ecc. Non manca la fantasia al guardiano, fr. Leopoldo, che anima la comunità e rappresenta il sottoscritto in Emilia Romagna. Come centro regionale, trovano spazio l'OFS (l'Ordine Francescano Secolare), la Gi. Fra (Gioventù Francescana) e la M.I. (Milizia dell'Immacolata, movimento mariano fondato dal nostro S. Massimiliano M. Kolbe nel 1917: proposta di una vita cristiana d'azione centrata sull'approfondimento della spiritualità mariana, nell'affidamento all'Immacolata).
Anche alla fraternità di Bologna, va il mio grazie per il bene che dona con generosità a quanti ancora non smettono di cercare e a chi sente forte l'esigenza di crescere nella fede, di celebrare il Signore, di nutrirsi del Vangelo.                fr. Giovanni Voltan.
Bologna interno della Basilica di San FrancescoBologna dal chiostro verso la cappella Muzzarelli
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