201907-09 tosi  14Cile, esperienza missionaria di fr.Andrea Tosi

Al termine del questo anno vorrei condividere quella che è stata la mia esperienza estiva vissuta nella nostra Delegazione del Cile. Questa esperienza è nata dalla mia richiesta fatta un anno fa, nel dicembre 2018, al Ministro Provinciale fr.Giovanni Voltan, di poter vivere un'esperienza di missione e servizio nella nostra Delegazione cilena. In fondo a questa richiesta c’era non solo il desiderio di fare un'esperienza di missione, anche quella di potermi sperimentare e di conoscermi meglio all'interno di essa. Una volta approvata la mia richiesta è iniziata la preparazione: prima del programma dei luoghi in cui avrei vissuto e cosa avrei fatto, poi dello studio della lingua.

Sono partito dall'aeroporto di Roma Fiumicino la mattina del 1 luglio e sono atterrato all'aeroporto di Copiapò, nel deserto di Atacama, la sera del 2 luglio, fermandomi nella comunità dei nostri frati presente in quella città per la prima settimana, fino al 9 luglio. La comunità è composta da fra Fabrizio Restante (il guardiano), fra Giuseppe Bellini, fra Ramon Zas e fra Emilian Dumea. La comunità mi ha accolto in modo caloroso e familiare, rispecchiando lo spirito di accoglienza tipico latino-americano.

Dopo questo prima settimana, sono ripartito martedì 10 luglio per Curicò, vivendo in questo luogo la mia esperienza missionaria, a servizio della comunità che vive in quella città, essendo stato lì la maggior parte del mio soggiorno cileno (quasi 50 giorni). Alla comunità di Curicò appartengono fra Tullio Pastorelli (delegato del Cile, guardiano e animatore vocazionale), fra Maurizio Bridio, fra Fabio Mazzini (parroco) e fra Enrico Brocchi: insieme alla comunità dei frati vive in convento anche un postulante, Benjamin.
Ad una settimana dal mio arrivo ho partecipato, insieme ai ragazzi della parrocchia, ad una mision juvenil (missione giovanile), attività svolta quattro volte l'anno dai giovani del post cresima che, una volta ricevuta la Confermazione, diventano missionari. Ci siamo recati per 5 giorni presso una parrocchia della Diocesi di Talca, dove una parte del gruppo andava per le vie della città visitando anziani, ammalati e case di riposo, tutto questo preparato da momenti di preghiera e formazione; un'altra piccola parte del gruppo, prevalentemente maschile, si è occupata costruire una casa, con materiali prefabbricati, ad una famiglia che viveva in stato di estrema povertà (il materiale è stato fornito da una Associazione australiana legata al fratello di padre Pietro Beltrame). Alla fine della missione siamo andati a benedire la casa fra tanta commozione da parte della famiglia che ha ricevuto il dono.

201907-09 tosi  6Rientrato a Curicò, mi sono messo a servizio della parrocchia. In particolare l’ attività principale che svolgevo era la visita, tre volte alla settimana, alle famiglie del settore di Santa Lucia, dove la nostra parrocchia di Jesus de Nazareth (questo è il nome della parrocchia dove vivono i frati, situata nel settore chiamato del “Vaticano”) ha una cappella. Questo settore è, purtroppo, conosciuto per narcotraffico a cielo aperto, oltre ad essere uno dei settori più poveri della città. Mi accompagnava in queste visite la signora Jimena, mamma di un giovane animatore della parrocchia, che svolge da tanto tempo il prezioso servizio di “tramite” tra le famiglie bisognose del settore e la parrocchia. Fra le tante famiglie e persone visitate ricordo con affetto e preghiera la famiglia di don Ernesto e sua moglie Sandra: lui ridotto in stato di disabilità fisica e mentale a causa di un incidente; la moglie che deve fare da mamma al marito e ai nipoti, figli di due figlie, di cui la più piccola, di una ventina d'anni circa, è stata vittima della droga da alcuni anni. Molte di queste famiglie si scaldano con la stufa a carbone, carbone procurato dalla parrocchia, quando il carbone è disponibile. Sentivo molto importante e fecondo per me entrare e lasciarmi accogliere da queste persone nella realtà in cui vivono, realtà di sofferenza (ma non solo) vissuta con grande dignità. Molte persone faticano ad andare avanti e non hanno quasi niente, eppure quel quasi sono pronte a offrirlo e condividerlo. Questa è la prima testimonianza che io ho raccolto dal popolo cileno: una accoglienza molto grande! La nostra parrocchia, di cui fra Fabio è parroco, è una parrocchia viva e vivace. Ogni Domenica mattina, tra la Messa delle 10.30 e quella delle 12.00, condividevo con il coro una seconda colazione in una delle sale della parrocchia. Con molte delle persone della parrocchia, e non solo, si è creato un bel legame.

201907-09 tosi  8Non è stato facile salutare questi amici quando, il 27 agosto, dopo quasi 50 giorni di permanenza, ho lasciato la comunità di Curicò per trasferirmi a Santiago. Questa è stata l'ultima tappa della mia esperienza cilena. Della comunità di Santiago fanno parte fra Christian Borghesi (guardiano), fra Yacobus Ginting, fra Augustin Budau, fra Irinel Dobos e, dai primi giorni di settembre, fra Matteo Martinelli. A Santiago sono rimasto fino all’ 8 settembre, data del mio ritorno in Italia. I primi giorni li ho vissuti visitando la città.
A Santiago vivono quasi 10 milioni di abitanti e il costo della vita è quasi tre volte di più rispetto alle altre località del Cile. La Domenica 1 settembre ci ha raggiunti dall'Italia fra Nicola Zuin, che dal giorno successivo, lunedì 2, ha tenuto alcuni giorni di formazione per i frati della delegazione. Venerdì 6, insieme ai frati della delegazione abbiamo vissuto una giornata fraterna ad Angostura, dove la Delegazione ha una casa per ritiro. Lì abbiamo vissuto tutta una giornata: celebrando la Messa, presieduta in italiano da fra Matteo, con la consegna del Tau, l'avvio ufficiale del postulato per Benjamin, cucinando e poi mangiando un ricchissimo asado. Il giorno dopo fra Tullio ha accompagnato me, fra Nicola e fra Matteo a visitare il centro di Santiago. La Domenica 8 settembre è stato il giorno del mio rientro in Italia, non senza un pizzico di dispiacere.

201907-09 tosi  12Al termine di questa esperienza, sento di poter dare un significato nuovo alla parola missionario: lo identifico con un movimento, il movimento che dà sempre Dio fa nella vita dell'uomo, il movimento dell'abbassamento; il missionario non salva vite, ma dove è possibile portare aiuti concreti il missionario è chiamato a farlo; soprattutto il missionario è chiamato a portare la Parola di Dio non solo con le parole, quanto più con la vita, una vita che si “abbassa” per condividere la vita dei più poveri e bisognosi, accogliendo tutto ciò che essi presentano, lasciandosi accogliere nelle loro vite e nelle loro case.
«Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”». Il cristiano missionario, in qualunque ambito e luogo si trovi è chiamato ad essere riflesso del Regno di Dio.

Fra Andrea Pietro Tosi

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